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Sport, eventi e Paesi

Sport, eventi e Paesi attraverso il medagliere olimpico

Ogni quattro anni un nuovo medagliere olimpico si aggiunge alla serie storica, contribuendo a delineare un profilo sempre più definito non solo dei Paesi che partecipano ai Giochi, ma anche delle discipline sportive e degli eventi che li compongono. In questo modo, nel corso del tempo, si mette sempre più a fuoco, ad esempio, la distinzione tra sport in cui competono numerosi Paesi e altri in cui la partecipazione è più limitata, oppure tra sport in cui la distribuzione delle medaglie d’oro è più democratica e altri in cui è concentrata nelle mani di pochi. Questo, chiaramente, vale anche per gli eventi all’interno delle varie discipline sportive. Parallelamente, emerge con maggiore chiarezza anche il profilo dei Paesi: si distinguono quelli che gareggiano in un numero più ampio di discipline da quelli più specializzati, quelli che faticano a conquistare medaglie d’oro da quelli capaci di vincere in contesti diversi. Si osservano inoltre differenze tra Paesi con popolazione numerosa che ottengono risultati modesti e Paesi con un numero inferiore di abitanti ma con elevata efficienza sportiva.

Con questa analisi mettiamo ordine tra questi pattern, osservando la storia olimpica da tre prospettive, quella degli sport, degli eventi e dei Paesi.

Il profilo storico degli sport

Per definire il profilo storico degli sport ci siamo posti delle domande alle quali abbiamo provato a dare risposta tramite l’utilizzo di una serie di features create ad hoc:

  • Quanto è diffuso uno sport? Quanti sono, in media, i Paesi e gli atleti che partecipano ai suoi eventi?
  • Quanto sono concentrati gli ori? Sono sempre gli stessi Paesi a vincere oppure le vittorie sono distribuite?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di atleti? È necessario schierarne molti o basta un singolo specialista?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di popolazione? Serve un Paese molto popoloso o è possibile essere efficienti anche con un bacino ridotto?
  • Quanto contribuisce la distinzione tra sport individuali e sport di squadra nel definire il profilo di uno sport?

Prima di rispondere a queste domande tramite un’aggregazione temporale dei dati per ciascuna categoria sportiva, la heatmap che segue offre una visione completa del medagliere di ogni sport. Per ciascuna disciplina vengono mostrate le prime dieci delegazioni nazionali per numero totale di medaglie conquistate nella storia, evidenziando come tali risultati si distribuiscano nelle diverse edizioni dei giochi. Nella visualizzazione sono inclusi anche gli sport presenti in una sola edizione, che non compaiono invece nell’analisi di clustering poichè, come si vedrà in seguito, non superano il filtro applicato. La rappresentazione mantiene dunque una prospettiva completa e fedele alla storia olimpica, includendo anche delegazioni relative a Paesi non più esistenti o a contesti particolari (come ad esempio la Russia, che nel 2020 ha partecipato come ROC). La heatmap si pone quindi come un punto di partenza utile per ottenere una comprensione generale del fenomeno, prima di approfondire i pattern specifici individuati dall’analisi successiva.

Per mettere ordine in questo panorama e individuare pattern ricorrenti tra sport diversi, abbiamo raggruppato le discipline tramite features che rispondono alle domande prima elencate. Sono stati così individuati 4 cluster: sport a media diffusione, grandi sport di massa, sport di squadra, sport di nicchia ad alta efficienza. Di seguito analizziamo come si distribuiscono i cluster rispetto alle diverse features e quali sport vi appartengono. L’analisi è stata limitata agli sport presenti in almeno cinque edizioni olimpiche, al fine di garantire risultati più robusti e rappresentativi.

Cluster Nome Sport
Cluster 0 Sport a media diffusione Badminton, Boxing, Canoe Slalom, Canoe Sprint, Cycling Track, Fencing, Judo, Rowing, Sailing, Taekwondo, Tennis, Weightlifting, Wrestling
Cluster 1 I grandi sport di massa Artistic Gymnastics, Athletics, Cycling Road, Shooting, Swimming, Triathlon
Cluster 2 Sport di squadra Baseball, Basketball, Beach Volleyball, Football, Handball, Hockey, Softball, Volleyball, Water Polo
Cluster 3 Sport di nicchia ad alta efficienza Archery, Artistic Swimming, Cycling Mountain Bike, Diving, Equestrian Dressage, Equestrian Eventing, Equestrian Jumping, Modern Pentathlon, Rhythmic Gymnastics, Table Tennis, Trampolining

Gli sport a media diffusione sono caratterizzati da un numero di Paesi partecipanti sopra la media, ma da un numero di atleti per evento inferiore. Si tratta principalmente di sport individuali in cui competono molti Paesi, pur schierando pochi atleti. La concentrazione delle medaglie d’oro è bassa, quindi diverse nazioni riescono a vincere, anche alcune con popolazione non particolarmente numerosa. L’efficienza in termini di medaglie per atleta risulta nella norma.

I grandi sport di massa sono quelli con il più alto numero di Paesi e atleti partecipanti. La distribuzione degli ori è ampia e poco concentrata. Questo cluster presenta una bassa percentuale di eventi di squadra, ma un’elevata efficienza rispetto alla popolazione. Un esempio è rappresentato da Paesi come la Giamaica che, pur avendo dimensioni ridotte in termini di popolazione, risulta estremamente competitiva nell’atletica. Si tratta di sport “universali”, accessibili anche a Paesi con poche risorse ma con atleti altamente specializzati.

Gli sport di squadra sono quelli con il minor numero di Paesi e atleti per evento partecipanti. Questo secondo aspetto potrebbe sembrare controintuitivo, ma è dovuto proprio dalla minore partecipazione complessiva. Anche l’efficienza per atleta può sembrare controintuitiva, ma dipende dal fatto che, pur essendo una squadra composta da un certo numero di atleti, si conteggia una sola medaglia d’oro attribuita all’intera squadra. In questi sport si osserva una maggiore concentrazione delle vittorie, spesso appannaggio di Paesi medio-grandi con sistemi sportivi collettivi ben strutturati.

Gli sport di nicchia ad alta efficienza coinvolgono pochi Paesi ma non necessariamente pochi atleti. La concentrazione degli ori è elevata: sono pochi i Paesi che dominano queste discipline. Allo stesso tempo, l’efficienza per atleta è molto alta perchè bastano pochi specialisti per ottenere una medaglia. La presenza di sport di squadra è inferiore alla media e i Paesi vincitori tendono ad essere di dimensioni medio-grandi.

Tra le varie analisi condotte sull’evoluzione temporale dei cluster rispetto alle specifiche features, risulta particolarmente interessante quella che descrive come è cambiata, nel corso del tempo, la partecipazione dei Paesi.

Si osserva un aumento graduale del numero di Paesi partecipanti in tutti i cluster. Parte di questa crescita è attribuibile anche all’aumento dei Comitati Olimpici Nazionali riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nel corso del tempo. Infatti, solo i Paesi il cui Comitato Olimpico Nazionale è ufficialmente riconosciuto possono partecipare ai Giochi Olimpici. Tra il 1964 e il 2015, il numero di Comitati riconosciuti dal CIO è aumentato di 106 unità. Di questi, ben 25 sono stati riconosciuti nel solo 1993, con il riconoscimento in blocco delle repubbliche nate dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia. Questo fenomeno contribuisce a spiegare il picco osservato in alcuni cluster nell’edizione del 1996. Concentrando però l’attenzione sui cluster, il fenomeno di globalizzazione più evidente riguarda il cluster dei grandi sport di massa, che tra il 1964 e il 2020 vede raddoppiare il numero di Paesi partecipanti. Al contrario, il cluster degli sport di squadra si mantiene su valori più contenuti nel corso del tempo, generalmente compresi tra 10 e 20 Paesi partecipanti. Si nota un leggero picco nel 2016, seguito da una diminuzione nel 2020. Questa stabilità è dovuta a un motivo strutturale: il CIO e le federazioni internazionali fissano un numero di squadre pressoché costante edizione dopo edizione. Questo si riflette anche su chi riesce davvero a vincere: gli sport di squadra sono il cluster con la concentrazione degli ori più alta in assoluto, segno che, tra le poche nazioni che riescono a qualificarsi, sono ancora meno quelle che arrivano a dominare stabilmente il medagliere. Un elemento particolarmente significativo è il calo della partecipazione in corrispondenza delle Olimpiadi di Mosca del 1980. Questo fenomeno è riconducibile al boicottaggio guidato dagli Stati Uniti in risposta all’invasione sovietica dell’Afghanistan, boicottaggio a cui aderirono numerosi Paesi che decisero di non partecipare ai Giochi.

Il profilo storico degli eventi

Oltre all’analisi degli sport, proponiamo anche un breve approfondimento sugli eventi sportivi, raggruppandoli secondo una logica analoga a quella appena vista per gli sport, ma applicata questa volta al singolo evento invece che alla disciplina nel suo complesso. Anche qui è stato applicato un filtro sul numero minimo di edizioni coinvolte, al fine di ottenere risultati fondati su una base storica solida. Tuttavia, visto l’elevato numero di eventi che superano questo filtro, ci limitiamo a mostrare la logica con cui l’algoritmo K-Means li ha divisi in tre cluster, senza elencarli uno per uno come fatto per gli sport.

Per definire il profilo storico degli eventi ci siamo posti alcune delle domande già formulate per gli sport, aggiungendone un’altra:

  • Quanto è diffuso un evento? Quanti sono, in media, i Paesi che vi gareggiano?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di atleti? È necessario schierarne molti o basta un singolo specialista?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di popolazione? Serve un Paese molto popoloso o è possibile essere efficienti anche con un bacino ridotto?
  • Quanto contribuisce la distinzione tra eventi individuali ed eventi di squadra nel definire il profilo di uno evento?
  • Quanti sono i Paesi che hanno vinto almeno una medaglia d’oro in quell’evento nel corso del tempo?

Nel rispondere a queste domande sono stati individuati 3 cluster: eventi di nicchia ad alta efficienza, eventi di squadra, il grande bacino degli eventi individuali. Di seguito analizziamo come si distribuiscono i cluster rispetto alle diverse features.

Il cluster degli eventi di nicchia ad alta efficienza, così come suggerisce il nome, è quello che presenta il valore più alto per l’efficienza in base al numero di atleti: basta un singolo specialista per portare a casa l’oro. Sono eventi di nicchia perchè non solo non partecipano molte nazioni, ma tra quelle che partecipano sono pochi i Paesi che si spartiscono storicamente gli ori.

Anche in questo caso il nome del cluster degli eventi di squadra è molto esplicativo dato che a questo cluster appartengono proprio gli eventi di squadra o comunque eventi in cui si gioca in coppia. Coerentemente con quanto visto per la macrocategoria delle discipline sportive a cui questi eventi appartengono, i Paesi che gareggiano sono pochi. Anche per quanto riguarda l’efficienza in base al numero di atleti, vale quanto già detto nel caso della descrizione degli sport di squadra.

Il cluster del grande bacino degli eventi individuali è un ampio contenitore di eventi olimpici individuali più globalizzati rispetto a quelli del primo cluster descritto in questa sezione. L’efficienza per numero di atleti, l’efficienza per popolazione e il numero di nazioni che hanno vinto almeno un oro si concentrano intorno al valore medio.

Coerentemente con quanto fatto per gli sport, analizziamo l’evoluzione temporale della partecipazione dei Paesi agli eventi appartenenti ai tre cluster individuati.

Il Cluster del grande bacino degli eventi individuali e quello degli eventi di nicchia ad alta efficienza mostrano un graduale aumento dei Paesi partecipanti nel corso del tempo. Nello specifico, per il Cluster degli eventi individuali di nicchia ad alta efficienza si notano due picchi in corrispondenza delle edizioni olimpiche di Los Angeles del 1984 e di Atlanta del 1996. Coerentemente con quanto visto nell’analisi temporale degli sport, il cluster degli eventi di squadra ha un moderato aumento dei Paesi partecipanti nel corso del tempo, che negli anni più recenti si appiattisce e tende a decrescere. Inoltre, così come già notato nell’analisi temporale effettuata sugli sport, si nota un importante calo dei paesi partecipanti nell’edizione olimpica di Mosca del 1980, dovuto al già discusso boicottaggio.

Il DNA sportivo dei Paesi

Anche per definire il profilo storico dei Paesi ci siamo posti una serie di domande alle quali abbiamo provato a dare risposta tramite l’utilizzo di una serie di features create ad hoc:

  • Quanto è “prezioso” il medagliere di un Paese? Che quota delle sue medaglie è rappresentata da ori rispetto agli argenti e ai bronzi?
  • Quanti sono gli sport distinti in cui un Paese gareggia nel corso della sua storia olimpica? Si concentra su poche discipline o partecipa ovunque?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di atleti? È necessario schierare molti atleti o bastano pochi specialisti?
  • Quanto “costa” una medaglia d’oro in termini di popolazione? Serve un paese molto popoloso o è possibile essere efficienti anche con un bacino ridotto di abitanti?
  • Quanto è lunga la storia olimpica di un Paese? Da quante edizioni olimpiche gareggia sotto la sua attuale bandiera?

Prima di rispondere a queste domande tramite un’aggregazione temporale dei dati per ciascun Paese, la mappa che segue offre una visione d’insieme del medagliere mondiale. Essa consente infatti di individuare, per ogni Paese, i 5 sport in cui eccelle maggiormente, considerando il totale delle medaglie, nonchè quelle di oro, di argento e di bronzo, conquistate nel corso delle diverse edizioni olimpiche. Nella mappa sono inclusi esclusivamente i Paesi attualmente esistenti: in blu quelli che hanno vinto almeno una medaglia, mentre in grigio quelli che, pur avendo partecipato ai Giochi Olimpici, non ne hanno mai conquistata una tra il 1964 e il 2020. In una tonalità di grigio molto più chiara, tendente al bianco, sono invece rappresentati i territori per i quali non si hanno dati. Nello specifico, rientrano in questa categoria la Groenlandia, che non dispone di un comitato olimpico nazionale e i cui atleti gareggiano sotto la bandiera della Danimarca, la Nuova Caledonia, il cui comitato locale non è riconosciuto dal CIO e che risulta quindi esclusa dalle Olimpiadi, e l’Antartide che, non avendo una popolazione nativa o permanente ed essendo abitata solo temporaneamente da ricercatori e personale di supporto, naturalmente non può partecipare ai Giochi. Per esplorare i 5 sport principali relativi ad entità storiche non più esistenti o a delegazioni non riconducibili ad alcun Paese o riconducibili a Paesi sottoposti a sanzione, è possibile visualizzare il grafico riportato sotto la mappa.

Per mettere ordine in questo panorama e individuare pattern ricorrenti tra Paesi diversi, abbiamo raggruppato le discipline tramite features che rispondono alle domande prima elencate. Sono stati così individuati 7 cluster: Paesi con breve storia olimpica, piccoli Paesi iper-efficienti, Paesi dai molti sport ma pochi ori, Paesi dai pochi sport e pochi ori, potenze olimpiche consolidate, superpotenze olimpiche, Paesi dai pochi sport ma molti ori. Prima di analizzare come si distribuiscono i cluster rispetto alle diverse features e quali Paesi vi appartengono, è opportuno fare alcune considerazioni. Poiché la maggior parte delle features introdotte descrivono il successo olimpico di un Paese dal punto di vista del medagliere, sono stati inclusi nell’analisi soltanto i Paesi che, durante il corso della loro partecipazione alle edizioni olimpiche, hanno conquistato almeno un totale di 10 medaglie. Inoltre, poiché l’analisi presenta una “fotografia” della situazione attuale dei Paesi, costruita aggregando i dati delle serie temporali, i cosiddetti “Paesi storici”, così come i casi speciali di delegazioni che non fanno riferimento ad alcun Paese o che sono il frutto di una sanzione ad un Paese, sono stati esclusi dall’analisi. Infine, sono stati esclusi dall’analisi anche il Kosovo e Taipei Cinese a causa della mancanza di dati sulla popolazione per la loro intera serie storica.

Cluster Nome Paesi
Cluster 0 Paesi con breve storia olimpica Armenia, Azerbaijan, Belarus, Croatia, Czechia, Estonia, Georgia, Kazakhstan, Latvia, Lithuania, South Africa, Slovenia, Serbia, Slovakia, Ukraine, Uzbekistan
Cluster 1 Piccoli Paesi iper-efficienti The Bahamas, Cuba, Finland, Hungary, Jamaica, Norway, New Zealand
Cluster 2 Paesi dai molti sport e pochi ori Argentina, Austria, Brazil, Colombia, Egypt, Israel, Mexico, Portugal, Venezuela
Cluster 3 Paesi dai pochi sport e pochi ori Dominican Republic, Indonesia, India, Malaysia, Mongolia, Nigeria, Trinidad and Tobago
Cluster 4 Potenze olimpiche consolidate Australia, Belgium, Bulgaria, Canada, Denmark, Spain, France, Great Britain, Greece, Ireland, Italy, Japan, South Korea, Netherlands, Poland, Romania, Switzerland, Sweden
Cluster 5 Superpotenze olimpiche China, Germany, Russia, United States
Cluster 6 Paesi dai pochi sport e molti ori Algeria, Ethiopia, Iran, Kenya, Morocco, North Korea, Thailand, Tunisia, Türkiye, Uganda

Per ogni cluster è stata inoltre calcolata la sua “firma sportiva”: per ciascuno sport è stata calcolata la percentuale di Paesi del cluster che hanno vinto almeno una medaglia d’oro in quella disciplina, selezionando poi i 10 sport con la percentuale più alta. In questo modo è possibile capire se un cluster è specializzato su poche discipline specifiche, oppure se il suo successo è distribuito senza un vero punto di forza dominante.

Ad eccezione del Sudafrica, il cluster dei Paesi con breve storia olimpica contiene tutti i paesi che si sono formati dopo la scissione dell’Unione Sovietica, della Jugoslavia e della Cecoslovacchia. Il tratto distintivo di questo cluster è proprio il numero ridotto di edizioni olimpiche in cui hanno gareggiato, aspetto che, nel caso dei Paesi di nuova formazione, risulta coerente con la loro precedente non esistenza. Un Paese che potrebbe apparire anomalo in questo cluster è il Sudafrica; tuttavia, la sua presenza è pienamente giustificata. Anche il Sudafrica, infatti, ha preso parte ad un numero limitato di edizioni olimpiche a causa della sua esclusione tra il 1964 e il 1988, dovuta alle politiche di segregazione razziale. Indagando la percentuale di successo dei Paesi di questo cluster nelle categorie sportive, notiamo le seguenti percentuali: Athletics 63%, Shooting 50%, Wrestling 44%, Rowing e Weightlifting 38%, Judo 31%, Swimming e Taekwondo 25%, Boxing e Canoe Slalom 19%. Questa firma sportiva è coerente con la storia di questi Paesi: sport come Atletica, Tiro, Lotta, Canottaggio e Sollevamento Pesi, sono l’eredità dei Paesi di cui facevano storicamente parte.

Il tratto caratteristico del cluster dei piccoli Paesi iper-efficienti è quello relativo alle medaglie d’oro per popolazione, che risulta essere il più alto tra tutti i cluster. Anche la quota di ori sul totale delle medaglie è la più alta tra tutti i cluster, quasi identica a quella delle superpotenze olimpiche. Sul numero di sport, invece, il cluster scende leggermente sotto la media: sono Paesi che non competono ovunque, ma dove competono, spesso vincono, e lo fanno con una popolazione ridotta alle spalle. La firma sportiva è la più netta di tutta l’analisi: Atletica al 100%. Tutte e sette le nazioni hanno vinto ori in questa disciplina e, alla luce dei Paesi che compongono il cluster, ha perfettamente senso. Seguono Canoe Sprint 71%, Shooting, Wrestling, Weightlifting e Sailing 57%, Rowing 43%, Boxing, Cycling Track e Football 28%.

Per quanto riguarda invece il cluster dei Paesi con partecipazione a molti sport ma che hanno vinto poche medaglie d’oro, il tratto caratteristico è proprio la loro assidua partecipazione alle edizioni olimpiche e in sport variegati, a cui fa da contrapposizione un medagliere povero di ori. Questo è il cluster di Paesi che partecipano ampiamente al programma olimpico, ma che faticano a convertire quella partecipazione in medaglie d’oro. La firma sportiva conferma un quadro senza un vero punto di forza dominante: Athletics 56%, Sailing 44%, Boxing, Football e Judo 33%, Weightlifting, Swimming, Taekwondo e Artistic Gymnastics 22%, Basketball 11%.

Anche i Paesi del Cluster che vince pochi ori e partecipa a pochi sport hanno basso successo in termini di medaglia più importante, ma in confronto ai paesi del Cluster precedente partecipano in molte meno categorie sportive, pur costituendo “presenza fissa” nelle corso delle edizioni olimpiche. Questo è il cluster con i valori più bassi su qualsiasi dimensione che misura il successo. Sono Paesi concentrati in pochissime discipline, con un tasso di conversione in oro strutturalmente basso anche in quelle poche. La firma sportiva lo conferma visivamente in modo netto. Questi paesi hanno una percentuale di ori per sole 7 discipline, e già dopo il secondo sport in classifica si scende sotto il 15%: Athletics 57%, Boxing 29%, Shooting, Judo, Football, Badminton e Hockey 14%.

Il tratto distintivo del cluster delle potenze olimpiche consolidate è quello di essere secondo su quasi tutte le dimensioni, nonostante sia il cluster con il numero di edizioni a cui i Paesi hanno partecipato che presenta il valore più alto tra tutti, quasi pari a quello del terzo cluster descritto in questa sezione. È il profilo di chi ha una lunghissima storia olimpica e una partecipazione ampissima, che non rispecchia in modo netto l’efficienza, che pur essendo positiva non raggiunge mai valori estremi. È la classica “seconda fascia” delle grandi potenze olimpiche. La firma sportiva conferma il quadro presentato mostrando percentuali alte e distribuite su molte discipline: Swimming 89%, Athletics e Shooting 83%, Artistic Gymnastics 78%, Rowing 72%, Judo 61%, Wrestling, Weightlifting, Sailing e Cycling Track 56%. Questo risulta essere coerente con l’essere un gruppo di Paesi con programmi ampi e maturi, anche se non ai livelli assoluti del cluster che segue.

Il cluster delle superpotenze olimpiche ha due tratti distintivi interessanti: partecipa alla più vasta gamma di discipline sportive e ha un’alta efficienza di ori per atleti schierati, perchè gareggia con tanti atleti e vince tanti ori. Un aspetto interessante è mostrato dal basso numero di edizioni a cui i Paesi di questo cluster hanno partecipato, dato che risulta essere coerente se si analizza la storia olimpica dei Paesi che vi appartengono: la Germania gareggia sotto la sua bandiera dal 1992, dopo l’unione tra Est e Ovest; la Russia, dopo la scissione dell’Unione Sovietica, partecipa sotto la sua bandiera dal 1996 al 2016, gareggiando poi come ROC dal 2020 a causa delle sanzioni per il doping; la Cina, considerando il periodo temporale preso in analisi, non partecipa alle Olimpiadi negli anni che vanno dal 1964 al 1980, tornando a gareggiare dal 1984. Tra i Paesi di questo cluster, solo gli Stati Uniti hanno una storia olimpica costante se si esclude il 1980, anno del boicottaggio di Mosca. Nonostante ciò, si trova insieme a questi Paesi perchè tutti e quattro hanno caratteristiche in comune per le altre dimensioni prese in analisi. La firma sportiva è la conferma più netta possibile sul loro essere superpotenze: tutti e 10 gli sport controllati al 100%. Tutte e quattro le nazioni hanno vinto ori in tutte e dieci le seguenti discipline, mostrando dominio totale: Artistic Gymnastics, Athletics, Boxing, Canoe Sprint, Cycling Track, Diving, Fencing, Judo, Rowing, Shooting

Il cluster dei Paesi con partecipazione ad un basso numero di categorie sportive ma con una buona fetta di ori è caratterrizzato proprio dal competere su un limitatissimo numero di sport ma dall’avere un’altissima quota di ori in rapporto al totale delle medaglie. Sono quindi Paesi che partecipano in pochi sport, ma quando arriva una medaglia è spesso oro e non un piazzamento inferiore. La firma sportiva rivela due tradizioni sportive distinte, mostrando specializzazione in atletica e negli sport di lotta: Athletics 60%, Boxing 50%, Weightlifting 40%, Wrestling e Taekwondo 30%, Shooting e Judo 20%, Artistic Gymnastics, Archery e Karate 10%.

Nota metodologica

I dati provengono dal dataset storico dei risultati olimpici (dettaglio atleta-evento e biografie degli atleti) incrociato con il dato sulla popolazione proveniente dal dataset degli indicatori socio-economici World Bank. A partire da queste fonti sono stati costruiti una serie di dataset aggiuntivi, popolati con nuove features derivate da quelle originarie. Per ogni vittoria negli sport di squadra si considera una sola medaglia per tutta la squadra. I paesi storici non più esistenti sono trattati in modo disgiunto dai paesi risultanti dalla loro scissione, così come le delegazioni sportive che non hanno paesi corrispondenti o quelle risultati da sanzioni. I profili degli sport, degli eventi e dei Paesi sono stati costruiti aggregando i dati appartenenti alle serie storiche.